Report sui mancati pagamenti delle imprese italiane

Massimo Falcioni, Direttore Centrale Euler Hermes SIAC

Vi presentiamo il Report sui Mancati Pagamenti delle Imprese italiane, un’analisi regionale condotta da Euler Hermes SIAC che include una verifica sull’andamento settore per settore.
Dalla ricerca emerge un leggero miglioramento nei pagamenti da parte delle imprese di alcune regioni del Sud (Campania, Puglia e Calabria) e una maggiore affidabilità per i settori Alimentare e Carta.

Euler Hermes SIAC, compagnia leader in Italia dell’ assicurazione crediti, rende pubblici i dati relativi a una ricerca sui mancati pagamenti delle imprese italiane, ovvero un’attenta analisi condotta su ogni singola regione, comprensiva di un approfondimento per i diversi settori merceologici.

Da questa scrupolosa indagine (il monitoraggio giornaliero dei pagamenti della Banca Dati Euler Hermes è costituito da circa 40 milioni di aziende, di cui 400.000 italiane) emerge un leggero miglioramento da parte di alcune regioni del Sud, vale a dire Campania, Puglia e Calabria ma un sensibile deterioramento della posizione della Sardegna. Più affidabili le imprese che operano nell’Alimentare e Carta, mentre, nessuna buona nuova per l’Energia e la Siderurgia.

I mancati pagamenti

Trend a due velocità: buon recupero dei pagamenti nei primi 8 mesi del 2010, dovuto alla ripresa dell’export e a una maggiore selezione delle imprese.

ITALIA

“I mancati pagamenti, da inizio anno, recuperano il saldo negativo della crisi (-58% ad agosto 2010) mentre gli importi medi, pur migliorando (-44% ad agosto 2010), recuperano solo parzialmente”- dichiara Massimo Falcioni -. “Tra i settori merceologici l’abbigliamento, il tessile, il calzaturiero, la carta e l’alimentare presentano un recupero importante sia sulla frequenza dei mancati pagamenti che nella severità degli importi medi. Ancora segnali di difficoltà invece nella siderurgia e nell’energia”. Entrando nello spaccato regionale Falcioni afferma: “Campania, Puglia e Calabria le regioni che recuperano rispetto ai livelli pre-crisi, mentre, la Sardegna mostra uno scenario in peggioramento. In tutte le altre regioni si evidenziano trend di ripresa che non consentono il recupero rispetto ai valori del 2007”.

EXPORT: in recupero ma ancora poco significativo per accelerare la ripresa economica e industriale.

Proseguendo la sua analisi anche sui mercati Export, verso i quali le imprese italiane si rivolgono, Falcioni afferma: “ L’export italiano ha mostrato segnali di recupero ma con variazioni più contenute. I segnali positivi provengono dall’alimentare, dalla carta e dal cuoio e pellame. Si confermano con trend negativi la siderurgia e l’energia”.

“Questo monitoraggio – afferma Massimo Falcioni, Direttore Centrale Euler Hermes SIAC – è uno strumento utile per orientarsi nel complesso scenario economico/finanziario che stiamo vivendo. Una guida che assolve ad una molteplicità di funzioni. Almeno tre di queste sono da sottolineare: il Report sui mancati pagamenti delle Imprese Italiane fotografa in modo analitico lo stato di salute dei segmenti produttivi fondamentali; elimina il rischio di scelte approssimative; scandisce i tempi della competitività”. Falcioni dichiara inoltre: “Saper selezionare i clienti e i nuovi mercati, ridurre i costi operativi focalizzando l’attenzione sulla gestione dei flussi di cassa, proporre un’offerta innovativa, sono le soluzioni migliori per tornare ad ottenere utili e garantirne la sostenibilità. La
delle imprese è la mission che distingue Euler Hermes SIAC. In questa direzione abbiamo sempre operato e continueremo a farlo con professionalità ed orientamento al cliente”.

I fallimenti:

Moderato calo delle insolvenze aziendali nel mondo. Per l’Italia, le previsioni mostrano segnali di deterioramento per gli ultimi mesi del 2010 e, quindi, di inversione di tendenza. Per il 2011 si prevede un peggioramento più marcato.

Il risanamento progressivo dell’economia mondiale, malgrado un ritmo di crescita meno vigoroso nel 2011, dovrebbe coincidere globalmente con un calo del volume dei fallimenti aziendali nel mondo, che comunque si annuncia moderato (-3% nel 2010 e -5% nel 2011) rispetto agli aumenti storici registrati nel 2008 e 2009. Soprattutto, si manifesterà in modo eterogeneo, come del resto anche la ripresa economica dei vari Paesi. Le insolvenze aziendali dovrebbero dunque calare sensibilmente nella regione Asia-Pacifico (-9% nel 2010) e, dopo un biennio di forte crescita, negli Stati Uniti (-10%). Viceversa, aumenteranno nuovamente in molti Paesi europei, in particolare dell’Europa del sud: Spagna (+10%), Grecia (+25%), Italia (+14%) Portogallo (+5%). In Germania (+1%), Francia (+2%), Austria (+5%), Irlanda (+9%) non si prevede un calo dei livelli medi annui di insolvenze aziendali prima del 2011.

«Le aziende, in particolare europee, saranno sempre sotto pressione fino al 2011” – informa Falcioni – «Nel momento stesso in cui le misure di sostegno all’economia volgono al termine, dovranno farsi carico di una situazione in cui le prospettive di attività sono sempre insufficienti, dopo aver agito su tutte le leve di aggiustamenti possibili e con il perdurare di rischi importanti (materie prime, condizioni di finanziamento, etc.).

Nonostante i segnali positivi dei primi mesi 2010, il ritorno a condizioni di piena funzionalità dei mercati finanziari e creditizi avviene ancora con lentezza, condizionando il percorso del recupero produttivo. Inoltre c’è da segnalare che la ripresa economica dell’Italia, sospinta maggiormente dalla domanda estera, sarà ancora stentata anche a causa della debolezza della moneta statunitense. Tuttavia, il PIL 2010-2011 è previsto in crescita dell’1% circa ma non ancora sufficiente a far recuperare i livelli di produttività persi durante la crisi e a frenare il tasso di crescita delle insolvenze.

Nota metodologica

Il concetto di insolvenza aziendale cambia da un Paese all’altro, ragion per cui ogni confronto internazionale è un esercizio delicato. Le differenze fra Paesi sono dovute a due cause principali. Innanzitutto, le procedure ufficiali non hanno ovunque lo stesso peso. Alcuni Paesi, dove predominano le procedure amichevoli (Spagna o Italia), registrano un numero molto basso di insolvenze aziendali, ma le cifre sottostimano la realtà delle imprese in crisi. Inoltre, le insolvenze delle imprese individuali possono essere considerate sia insolvenze aziendali pure e semplici che fallimenti personali (come negli Stati Uniti), senza che sia possibile distinguere tra fallimenti a titolo strettamente privato e fallimenti aziendali. In tal caso, il numero di insolvenze aziendali risulta significativamente minore. Si aggiunga che il confine che separa l’impresa individuale dalla micro impresa è diverso secondo i Paesi. Per il calcolo della percentuale di insolvenze aziendali abbiamo considerato una definizione di impresa che corrisponde per quanto possibile a quella utilizzata nel censimento delle insolvenze aziendali. Per ovviare al carattere eterogeneo delle situazioni e delle statistiche nazionali, esaminiamo l’andamento storico delle insolvenze piuttosto che il loro numero assoluto. Per ciascun Paese abbiamo calcolato un indice di insolvenza considerando un indice di base pari a 100 nel 2000, successivamente, calcoliamo l’Indice Globale delle Insolvenze quale somma ponderata degli indici nazionali. Ogni Paese è ponderato sulla base del peso del suo PIL in valore (ai tassi di cambio correnti) nell’ambito dei 35 Paesi analizzati in questo studio che rappresentano oltre l’85% del PIL mondiale ai tassi di cambio correnti nel 2008.

Euler Hermes, membro Allianz, è quotata all’ Euronext Paris. Il gruppo e le sue principali società di assicurazione crediti hanno ricevuto il rating AA- da Standard & Poor’s. Euler Hermes SIAC è la compagnia leader in Italia dell’assicurazione crediti. Consociata di Euler Hermes, contribuisce allo sviluppo del business delle imprese proteggendo il loro portafoglio clienti.

La compagnia affianca le aziende nel selezionare i clienti e offre un pacchetto di servizi integrati per la gestione del rischio credito sia in Italia che all’estero: Valutazione dei Rischi, Assicurazione dei Crediti e Recupero Crediti. Avvalendosi di 400 collaboratori (in Direzione Generale e nelle Delegazioni territoriali), Euler Hermes SIAC realizza (dato 2009) un giro d’affari di circa 200 milioni di euro e annovera, nei suoi circa 5.000 clienti, imprese di ogni dimensione e fatturato.

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